In questi giorni sono all’avvio i lavori di restauro della Galleria dei Mesi (o dei Marmi) in Palazzo Ducale di Mantova. Si tratta di un ambiente di eccezionale qualità architettonica e dotato di un programma decorativo straordinario per inventiva, ricchezza e originalità. La Galleria fa parte dell’Appartamento di Troia ed è rimasta chiusa al pubblico negli ultimi tempi per via dei danni del terremoto del 2012, che hanno danneggiato la volta.

Dopo un minimo intervento effettuato subito nel 2012, la Galleria è rimasta fuori dai grandi finanziamenti per i restauri giunti nel 2016 e che ora si stanno finalmente sbloccando. Durante la mostra del 2019 intitolata “Con nuova e stravagante maniera. Giulio Romano a Mantova”, chi avesse alzato la sguardo avrebbe notato delle ampie stuccature, in corrispondenza delle lesioni apertesi nel 2012. Lo scorso anno Palazzo Ducale, in mancanza di un finanziamento ad hoc per questo intervento, ha deciso di destinare una cospicua parte delle risorse di bilancio, circa 300.000 euro, per provvedere al restauro di questo ambiente.

Nata come loggia dell’Appartamento di Troia, la Galleria dei Mesi ne costituiva forse l’ingresso. Fu realizzata nel suo primo assetto alla fine degli anni Trenta del Cinquecento, sotto l’attenta supervisione di Giulio Romano e direttamente collegata alla Sala di Troia. Era in origine una loggia aperta e servì sin dall’inizio come antiquarium, da cui l’altro nome di Galleria dei Marmi. Le decorazioni pittoriche e in stucco convivevano con marmi antichi e moderni, originariamente incassati nelle pareti o alloggiati nelle nicchie della loggia, con affaccio sul Cortile della Cavallerizza. Il duca Guglielmo, intorno al 1572, diede mandato di raddoppiarne l’estensione: i lavori furono completati intorno al 1600. L’ornamento pittorico e plastico va quindi diviso cronologicamente in due fasi di realizzazione: la metà settentrionale, in corrispondenza della Sala di Troia, è dell’epoca di Giulio Romano, l’altra è databile alla fine del Cinque o all’inizio del Seicento e fu forse coordinata da Antonio Maria Viani.

«Ho un ricordo estremamente vivo – afferma il direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso di quelle settimane a cavallo tra maggio e giugno del 2012, quando giravo preoccupato per il Palazzo Ducale, verificando i danni causati dal terremoto. Ricordo anche molto bene che un primo intervento, di contenimento del danno, fu realizzato da Archinto Araldi e da suo figlio Gabriele, che è purtroppo scomparso e che ricordiamo con affetto. C’era una gran paura a intervenire in quei momenti, con il concreto rischio che arrivassero nuove scosse. Col passare degli anni, nonostante le preoccupazioni dell’allora soprintendente Giovanna Paolozzi Strozzi, il problema è un po’ scivolato nell’oblio, tanto che per un periodo la Galleria è stata anche riaperta al pubblico. Ora abbiamo avuto il coraggio e la forza di prendere in seria considerazione la questione e le verifiche fatte nell’estradosso hanno rivelato danni più seri di quanto si credesse. L’ingegnere Giovanni Gualerzi ha progettato l’intervento strutturale e la nostra restauratrice Daniela Marzia Mazzaglia ha progettato l’intervento sulle superfici; ci siamo ripartiti questo ulteriore carico di lavoro, coinvolgendo anche l’architetto Antonio Mazzeri, che seguirà i lavori nell’estradosso. Un impegno notevole, ma assolutamente necessario: la Galleria dei Mesi è uno degli ambienti più raffinati e suggestivi dell’intero Palazzo Ducale ed è nostro preciso compito prendercene cura.»

 

(Foto by Ufficio Stampa)




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