A Mantova nasce SKILL-UP, un progetto pensato per un territorio dove tante opportunità rischiano di restare invisibili proprio agli occhi di chi ne avrebbe più bisogno: i giovani tra i 14 e i 20 anni che vivono condizioni di vulnerabilità educativa, relazionale o lavorativa, in particolare i NEET e chi è a rischio di abbandono scolastico. L’obiettivo è costruire un ecosistema educativo integrato e stabile, capace di superare la logica degli interventi “a progetto” e di cucire insieme spazi, sguardi e risorse che già esistono – centri giovanili, spazi civici, presìdi del terzo settore, ambienti digitali – in una trama più accessibile per ragazze e ragazzi.
L’iniziativa punta molto sui contesti informali: laboratori tematici, sportelli mobili, eventi partecipativi, gruppi di parola diventano luoghi in cui i giovani possono incontrarsi, confrontarsi tra pari, dare nome alle proprie aspirazioni e ai propri timori, testare capacità e interessi. Attorno a loro, micro-gruppi su orientamento, cittadinanza e competenze digitali sono accompagnati da facilitatori con competenze educative e relazionali, che aiutano a trasformare il confronto in percorso e il desiderio in obiettivi concreti. Alla base c’è una mappatura dei bisogni – colloqui, focus group, ecc. – che consente di costruire piani personalizzati di accompagnamento, anziché risposte standard uguali per tutti.
La struttura dell’intervento è organizzata in quattro ambiti di lavoro principali. Il primo riguarda la governance territoriale: SKILL-UP realizza tavoli di confronto periodici, elabora un quadro aggiornato dei bisogni e censisce e geolocalizza le risorse educative presenti in provincia, rendendole più visibili e collegate tra loro. Il secondo ambito è dedicato al monitoraggio e alla valutazione: un’équipe multidisciplinare stabile e strumenti condivisi permettono di leggere nel tempo l’evoluzione del progetto, capire cosa funziona e in che modo consolidarlo. Il terzo riguarda l’azione educativa vera e propria: spazi di ascolto e supporto psicologico in contesti informali, laboratori esperienziali per lo sviluppo di competenze trasversali e il consolidamento di micro-contesti educativi di prossimità, capaci di continuare a lavorare con i giovani anche oltre la durata del finanziamento. Infine, un quarto ambito si concentra sulla comunicazione e sulla disseminazione: un’identità visiva coordinata, contenuti pensati insieme ai ragazzi e il coinvolgimento diretto di decine di giovani in campagne partecipative trasformano la comunicazione da semplice vetrina a spazio di protagonismo.
L’impatto atteso è duplice: da un lato più partecipazione, meno dispersione, competenze trasversali e digitali più solide; dall’altro un network territoriale rafforzato, protocolli di coordinamento tra partner e servizi e buone pratiche che possono essere condivise e replicate.
(Foto da Canva)
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