Giovedì 29 gennaio a Borgo Virgilio si svolgerà l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri dedicato alla scoperta della storia dell’arte attraverso i suoi protagonisti.
L’appuntamento finale, in programma alle 18 presso la Sala Civica di Piazza Aldo Moro, sarà dedicato al Barocco e vedrà come relatrice la storica dell’arte Sabrina Marin. L’evento è libero e gratuito e non è necessaria la prenotazione.
Nel corso dell’incontro dal titolo “Il Barocco. L’arte del movimento e del miracolo.”, la dottoressa Sabrina Marin accompagnerà il pubblico alla scoperta di uno dei periodi più affascinanti e complessi della storia dell’arte, analizzandone i principali protagonisti, i linguaggi espressivi e il contesto storico-culturale.
L’inverno 2025-2026 è una stagione dedicata all’arte per volontà dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Borgo Virgilio. “Dopo il grande successo di pubblico dello scorso anno, anche quest’anno abbiamo replicato l’iniziativa perché il pubblico ci ha gratificato con grande partecipazione. Insieme alla storica dell’arte Sabrina Marin abbiamo ideato un calendario di incontri dedicato a temi artistici diversi, pensato per incontrare gli interessi di un pubblico ampio e variegato.” Ha commentato l’assessore alla Cultura Elena dall’Oca. Durante gli incontri saranno proiettate immagini molto suggestive che arricchiranno le lezioni della storica dell’arte Sabrina Marin.
L’incontro racconta quel momento in cui, entrando in una chiesa barocca, il respiro si ferma. È l’attimo in cui l’occhio si perde tra l’oro e l’ombra, tra la pietra che si piega e la luce che scivola come un sipario invisibile. È in quel punto sospeso che comincia il Barocco: non come stile, ma come esperienza.
Il Barocco è l’arte del movimento e del miracolo, la risposta inquieta di un’epoca che voleva toccare l’infinito. Dopo la misura rinascimentale, dopo la calma dell’equilibrio, l’uomo del Seicento sente il bisogno di stupire, di coinvolgere, di trascinare lo spettatore dentro l’opera. Bernini lo fa con il marmo che palpita, Rubens con la carne che vibra, Caravaggio con la luce che squarcia il buio come una rivelazione improvvisa.
Camminando per Roma, ogni curva di colonna, ogni angelo sospeso sembra dialogare con il cielo. Le chiese non sono più solo luoghi di preghiera, ma teatri sacri: lo spazio si apre, le pareti si dissolvono, e lo sguardo viene guidato verso l’alto, verso il punto in cui l’arte tenta di farsi trascendenza.
Il Barocco, dice Sabrina Marin, “non è solo un linguaggio artistico: è un’emozione che prende forma”. È la tensione tra l’umano e il divino, tra la materia e la luce, tra la certezza e il dubbio. È la consapevolezza che la bellezza può anche essere eccesso, che la verità può abbagliare.
Forse è per questo che, ancora oggi, il Barocco ci seduce.
(Foto da Canva)
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