Dal 20 al 25 agosto Mantova torna ad essere città del Cinema, grazie alla dodicesima edizione del Mantova Film Fest: tanto cinema italiano, come sempre, ma non solo. La grande novità di quest’anno è infatti l’introduzione della sezione di Opere Prime Internazionali, una selezione di esordi cinematografici di produzione estera, sorprendenti per tematiche, linguaggio e consapevolezza del mezzo.

La 6 giorni prevede la proiezione di oltre 35 film tra lungometraggi, documentari e corti, opere prime e grandi classici del cinema italiano: 10 Opere Prime Italiane in concorso, 8 documentari, 5 opere prime internazionali e 8 lungometraggi dedicati alla Retrospettiva che omaggia Ugo Tognazzi.

Ad accompagnare le proiezioni ci saranno numerosi ospiti, primo tra tutti il maestro Pupi Avati, che riceverà un premio speciale alla carriera. Tra gli altri, incontreranno il pubblico l’attore Luigi Lo Cascio, il “produttore esordiente” Chef Rubio e l’illustratore Gipi.

La nostra redazione ha intervistato il presidente di Mantova Film Sutdio, Salvatore Gelsi:

Il programma di appuntamenti, consultabile sul sito www.mantovafilmfest.it prevede anche alcuni eventi speciali e masterclass di grande rilievo. L’apertura del Festival sarà affidata alla proiezione della nuova versione restaurata del capolavoro di Francis Ford Coppola APOCALYPSE NOW – FINAL CUT, un’occasione eccezionale per apprezzare quella che il regista ha definito la versione perfetta, e che in Italia è stata proiettata solamente una volta, lo scorso giugno a Bologna. Un’anteprima esclusiva di grande blasone per inaugurare il MantovaFilmFest 2019. Giovedì 22 faranno capolino Gipi e Gero Arnone per una Masterclass a partire dal loro ultimo film, Il ragazzo più felice del mondo. La serata di domenica 25 vedrà il pluripremiato Pupi Avati in dialogo con il critico Tatti Sanguineti, mentre per la cerimonia di chiusura si terrà uno speciale cine-concerto: verrà proiettata la versione restaurata in digitale di The Cameraman, gioiello di Buster Keaton accompagnato dal vivo dal pianoforte del Maestro Daniele Furlati.

 

Foto di Studio Indaco