A Borgo Virgilio si avvicinano gli ultimi due appuntamenti del ciclo di incontri culturali “Camera d’arte”. L’iniziativa è promossa dal Comune e gli eventi sono a ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti nella sala Consiliare in Piazza Aldo Moro.
Il 15 gennaio sarà protagonista il racconto del Grand Tour e il tesoro predato della Westmorland, e nell’ultimo appuntamento, il 29 gennaio, si approfondirà la rivoluzione del Barocco, epoca di grande trasformazione estetica e culturale che ha definito Roma il più grande teatro del mondo.
“Dopo il grande successo di pubblico dello scorso anno, anche quest’anno abbiamo replicato l’iniziativa perché il pubblico ci ha gratificato con grande partecipazione. Insieme alla storica dell’arte Sabrina Marin abbiamo ideato un calendario di incontri dedicato a temi artistici diversi, pensato per incontrare gli interessi di un pubblico ampio e variegato”. Ha commentato l’assessore alla Cultura Elena dall’Oca. Durante gli incontri verranno proiettate immagini suggestive che arricchiranno le lezioni della storica dell’arte Sabrina Marin.
Giovedì 15 gennaio alle 18 “Il Grand Tour e il tesoro predato della Westmorland”
A mezzogiorno del 7 gennaio 1779 la nave mercantile britannica Westmorland, in rotta da Livorno verso l’Inghilterra, fu catturata da due navi da guerra francesi al largo delle coste spagnole. Poiché la Francia si era unita alla Guerra d’Indipendenza a fianco degli americani, il capitano della Westmorland era preparato ai guai. Aveva un equipaggio di sessanta uomini e 22 cannoni, ma era senza armi… quello che succederà nei mesi successivi è diventato epico e sarà possibile scoprirlo durante l’incontro.
Giovedi 29 gennaio alle 18 “Il Barocco. L’arte del movimento e del miracolo”
C’è un momento, entrando in una chiesa barocca, in cui il respiro si ferma. È l’attimo in cui l’occhio si perde tra l’oro e l’ombra, tra la pietra che si piega e la luce che scivola come un sipario invisibile. È in quel punto sospeso che comincia il Barocco: non come stile, ma come esperienza.
Il Barocco è l’arte del movimento e del miracolo, la risposta inquieta di un’epoca che voleva toccare l’infinito. Dopo la misura rinascimentale, dopo la calma dell’equilibrio, l’uomo del Seicento sente il bisogno di stupire, di coinvolgere, di trascinare lo spettatore dentro l’opera. Bernini lo fa con il marmo che palpita, Rubens con la carne che vibra, Caravaggio con la luce che squarcia il buio come una rivelazione improvvisa.
Il Barocco, dice Sabrina Marin, “non è solo un linguaggio artistico: è un’emozione che prende forma”. È la tensione tra l’umano e il divino, tra la materia e la luce, tra la certezza e il dubbio. È la consapevolezza che la bellezza può anche essere eccesso.
(Immagine da ufficio stampa)
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