Nel pomeriggio di domenica 23 febbraio, si è riunita l’Unità di crisi istituita dall’Azienda Socio Sanitaria Territoriale, una task force multiprofessionale messa in campo per attuare tutte le misure organizzative e di sicurezza necessarie, che crisi si riunirà per ora quotidianamente, variando la periodicità degli incontri in base all’evoluzione della situazione.

Si conferma che attualmente tutti i casi sottoposti a test sono risultati negativi. Il presidio ospedaliero di Mantova, in questa fase, è chiamato a dare supporto alle aziende sanitarie più direttamente interessate dall’evento epidemiologico: le variazioni di attività rispondono, in accordo e sotto la guida di Regione Lombardia e della Ats della Val Padana, a questo obiettivo.

Gli erogatori privati hanno messo a disposizione posti letto per supportare ASST sul fronte del ricovero, azione che consentirà di favorire la riorganizzazione che si renderà necessaria.  Massima disponibilità anche da parte del primo cittadino, che farà da intermediario con i sindaci del territorio, aprendo un canale informativo per diffondere gli aggiornamenti quotidiani inviati dall’Unità di crisi di ASST.

Si è decisa la progressiva riduzione dell’attività chirurgica in elezione, come da disposizioni di Regione Lombardia, in modo da liberare spazi per fronteggiare le esigenze legate alla diffusione del virus. Saranno garantiti invece gli interventi in urgenza.

L’attività ambulatoriale verrà mantenuta, in particolare nelle condizioni di necessità. Tutti gli operatori e gli utenti, in relazione agli specifici contesti, saranno dotati di mascherine chirurgiche e invitati al lavaggio attivo delle mani.

Per le attività che comportano un affollamento di persone (ad esempio punti prelievo, commissione invalidi e patenti) si invitano gli utenti a valutare attentamente il proprio stato di salute ed evitare l’accesso ai servizi qualora siano presenti febbre, tosse, sintomi influenzali e/o difficoltà respiratorie.

Si stanno predisponendo canali informativi per la ridefinizione delle eventuali prenotazioni. Anche per le attività domiciliari sarà effettuato un triage telefonico sul modello di quello adottato dai medici di medicina generale per individuare situazioni in cui il paziente o i suoi familiari presentino patologie respiratorie acute. Sono fatti salvi i casi di necessità e urgenza.

Tutte queste azioni comportano un cambiamento negli usi e nelle abitudini sia degli operatori che dei cittadini, finalizzate a garantire la massima sicurezza della popolazione.

Si raccomanda ai cittadini con sintomi influenzali o respiratori di non rivolgersi al Pronto Soccorso per evitare situazioni di sovraffollamento ed eventuale contagio. È necessario chiamare invece il 112, che valuterà ogni singola situazione e spiegherà quale comportamento adottare. Per informazioni generali si può contattare il 1500, numero di pubblica utilità attivato dal Ministero della Salute.

 




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