Mantova ha perso undici posizioni nella graduatoria stilata dal Sole 24 Ore, che ogni anno valuta la qualità della vita nelle 107 province italiane. Cinquantottesimo posto per il capoluogo virgiliano, sorpassato dalla vicina Cremona che raggiunge l’undicesima posizione in classifica.

La provincia dove si vive meglio risulta essere Bologna (l’anno scorso era Trieste), seguita da Bolzano e Firenze, che hanno rispettivamente scalzato Milano e Trento.

Mantova ha registrato la sua performance migliore nell’illuminazione pubblica sostenibile, che la vede al primo posto, mentre la peggiore nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Tasto dolente quello degli “affari e lavoro”: scarseggiano le imprese giovanili e le start-up innovative, pesano i Neet (acronimo che sta a indicare i giovani che non studiano né lavorano), i pensionati e le ore di cassa integrazione. Mantova è bocciata anche alla voce “cultura e tempo libero”, penalizzata dalla scarsa penetrazione della banda larga, dal basso numero di librerie e ristoranti. La città è promossa alla voce “demografia e società”, premiata dal numero di immigrati regolari residenti, che rappresentano il 13% della popolazione contro una media nazionale dell’8,2%, e dall’età media al parto del primo figlio (32 anni su 32,4).

 

(Foto da archivio)




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